Allevare galline in casa: la gallina migliore

 In Penne e piume

La gallina migliore è quella più adatta a voi: partendo da questa considerazione le idee potranno essere più chiare al momento della scelta.

In questo post andremo un po’ lunghi ma l’argomento merita.

Ne è stata fatta di strada dal Gallus Gallus noto anche come Bankiva, l’antenato selvatico di tutte le bestie starnazzanti nelle nostre aie, bestia che popola le selve tra India e Cina.

Ci sono razze tipiche, in fase di riscoperta, razze industriali o ibridi che tuttavia sono animali onesti anche per l’allevamento familiare. Dipende cosa volete.

Fatevi un’idea visitando mostre di settore ma anche mercati del bestiame, siti specializzati, contattate associazioni amatoriali che fanno capo alla FIAV, di solito una per regione.

Detto questo che gallina scegliere?  Ovviamente, il gallo è da escludere.  C’era la leggenda anni fa, dalle mie parti, di un allevatore che ricoverava il gallo in una gabbia insonorizzata per la notte. Faccio tuttavia presente che il gallo canta anche di giorno e per i più svariati motivi.

Le galline le si può scegliere per taglia, bellezza dei piumaggi, colore delle uova, passione per la storia agraria della propria zona e tutela delle razze antiche.

Taglia: dipende dallo spazio che avete. Si va dalla malese Serama, alta poco più di una lattina di Coca Cola che potreste tenere anche in voliera all’indiana Brahma, affettuosa gigantessa che arriva anche agli ottanta centimetri di altezza.

Piumaggio e allora la palma spetta alla cinese Moroseta il cui piumaggio sembra un morbido pelo.

Il colore delle uova: se le vorrò bianche potrò pensare alla Livornese, azzurre all’inglese Legbar o alla cilena Araucana, color cioccolata alla francese Marans e verdi invece alla Olive Egger, un incrocio tra le due razze precedenti.

Le galline del pollaio del bisnonno: posso salvaguardare qualche razza della mia zona, cosa che mi permette di avere una gallina più resistente perché nata e cresciuta da secoli dalle mie parti.

Allora per noi Italiani c’è solo l’imbarazzo della scelta: la regina in assoluto è la Livornese, rustica e gran produttrice di uova, l’Ancona, la Padovana gran ciuffo come anche la bellissima Polverara, la Bionda piemontese e la Bianca di Saluzzo, la Siciliana resistentissima al caldo e che risale alla Magna Grecia e molte altre, in via di riscoperta, dopo anni di dominio della gallina industriale.

In caso di scelta di una razza tipica attenti ai venditori di animali mitologici come li chiamo io: chi con magari anche buone intenzioni cerca di vendervi per razze antiche, ma non documentate, comuni polli da mercato ma ad un prezzo molto più alto.

E per finire: partire con galline già adulte o…

Comunque voi scegliate se volete uova anche in autunno mi raccomando, come insegnavano i nonni: solo animali nati da uova schiuse in marzo – aprile.

Avete quattro opzioni: uova da incubare, pulcini, pollastrelle o galline in produzione.

Uova da incubare: con una piccola incubatrice didattica potrete gioire con i vostri figli e nipoti dello spettacolo della vita che in soli ventun giorni porterà un uovo a diventare un pulcino pigolante. Le uova fertili sono da acquistare da allevatori di fiducia che spesso effettuano spedizioni. Il tasso di schiusa è variabile.

Acquistare pulcini/ pulcinotti (si considerano pulcini gli animali fino alla prima settimana, pulcinotti fino al quarantesimo giorno di vita) vi fa risparmiare un po’ di tempo e poi se li richiedete sessati, ovvero sapendo già se maschi o femmine, vi eviterete la sorpresa di allevare solo galli. Soprattutto nei primi venti giorni necessitano di una serie di cure semplici ma costanti, a partire dalla lampada ad infrarossi.

Acquistare pollastrelli: (dal quarantesimo giorno fino alla 19/20 settimana)sono animali che potrete già tenere all’aperto ma di cui dovrete curare con attenzione l’alimentazione perché in questa fase si struttura tutto l’apparato scheletrico e muscolare.

Galline adulte: (dalla 19/20 settimana in avanti, in certi casi fino ai 21 anni anche se non più produttive) avrete il vantaggio, dopo la fase di ambientamento, di aver subito uova a disposizione. Dovrete però aver cura di farvi spiegare dall’allevatore come vivevano prima perché le galline sono animali abitudinari e quindi attenti a fare salti nell’alimentazione o in altre abitudini. La gradualità è fondamentale. Se poi avevate già altri animali fate fare ai nuovi soggetti un periodo di isolamento e quindi introduceteli per gradi. Il pollo è un animale sociale e che dà molta importanza alle gerarchie che stabilisce spesso a colpi di becco.

Nel prossimo post con alcuni consigli per allestire il pollaio e gestire l’alimentazione dei vostri beneamati polli.

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