Allevare galline in casa: cervello di gallina a chi?/1

 In Penne e piume

Hai un cervello di gallina! Tutti abbiamo usato almeno una volta questa espressione ma, come nel caso in cui diamo dell’asino ad una persona, abbiamo fatto grossi errori di valutazione: la gallina, quanto l’asino, infatti, è un animale estremamente complesso.

Sulla gallina non esiste, per quel che ne so, uno studio divulgativo o comunque noto che ne illustri in maniera completa il comportamento, a differenza delle celebri oche di Konrad Lorenz il padre dell’etologia ovvero lo studio del comportamento animale.

Sicuramente a sfavore del nostro pennuto ha giocato la nomea popolare di animale non brillante, unitamente al fatto che forse, per la sua estrema diffusione, sollecita poco aspiranti ricercatori attratti da animali più rari e forse più interessanti.

Partiamo da un’ovvietà, forse, per chiunque abbia ancora allevato galline: i polli sono animali sociali che hanno evoluto una serie di rituali, su cui torneremo, ed una serie di funzioni in grado di gestire la propria vita di gruppo. E questo grazie al celebre cervello di gallina che dovremo rivalutare.

Le galline all’interno di un gruppo hanno un ordine gerarchico ben preciso che si esprime ad esempio con l’ordine di beccata: alla mangiatoia ad esempio vanno prima gli animali più anziani. Idem per quel che riguarda la disposizione sui posatoi quando sono a scaletta: i posti migliori vanno ai veterani.

Quando c’è un gallo, se ritenuto valido, comanda lui ma se troppo giovane o malconcio le cose non sono così scontate. Il gallo alfa sottolinea il suo valore cantando spesso e richiamando le femmine per una serie di motivi, di solito il reperimento di cibo, con lo stesso verso sordo delle chiocce.

 Quanto ai galli, se cresciuti insieme, possono convivere in uno stesso pollaio purché ci sia spazio e un numero adeguato di femmine. Per mia esperienza possono convivere anche solo galli ma basta una sola gallina messa tra loro che si scatenano risse furibonde. Se invece ci sono solo galline si verrà a definire una matriarca che insegnerà alle novelle tutta una serie di abilità, a partire dal rispetto della scala gerarchica.

Ci sono casi in cui alcune galline assumono caratteri maschili come il canto in seguito a modifiche ormonali che, solitamente, scompaiono con la muta successiva. Tanto i galli come le galline tra loro quando si azzuffano svolgono dei combattimenti rituali. Ho ancora visto galline veterane rimettere in riga galli più giovani, con le stesse modalità offensive dei maschi.

Nei rari casi in cui scorre il sangue, si provoca come una foga che porta il gruppo ad infierire sul malcapitato, fino alla morte. Le galline sono animali che possono sorprendere anche in altre occasioni per quella che può sembrare spietatezza: le ho ancora viste eliminare topolini di campagna o uccidere pulcini non loro.

Quindi qualora voleste affidare alla chioccia altri piccoli fate in modo che sia di sera e possibilmente con una gabbia tale che i piccoli possano trovare scampo alla eventuale ferocia del genitore surrogato. Come chioccia può funzionare anche un cappone, ovvero un gallo castrato, debitamente istruito. Sempre per cultura agraria in passato si castravano anche le galline che venivano chiamate pollacche.

Rimanendo sempre sull’argomento pulcini, sembra da studi fatti, che la chioccia percepisca i piccoli all’interno dell’uovo e che una gallina nata da chioccia si possa sperare di avere una futura chioccia.

Mi è capitato con le livorno, galline solitamente pessime covatrici. Da questo discorso esulano gli ibridi industriali, perché selezionati in tal senso, anche se so di ottime chiocce della varietà Kabir.

 Anziani contadini mi hanno parlato anche di galli chioccia come di galli in grado di produrre rare uova ma vi riferisco questo come folklore popolare.

La gallina allora non è un animale intelligente come cantavano Cochi e Renato tanti anni fa? Assolutamente Quello che la fa sembrare limitata è un tratto che condivide con molti altri animali: oltre che un essere sociale è anche abitudinario. Provate a cambiare mangime o anche apertura del pollaio e per qualche giorno smetteranno di deporre uova perché stressate. Ma cosa c’è nella testa della gallina? Lo vedremo meglio nel prossimo post.

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