i_giardini_della_meravigliaPrima app dedicata al giardinaggio scolastico, elaborata a Brescia dalla studio grafico Orione, è un testo nato dall’esperienza dell’autore come docente e promotore di orti scolastici. In particolare ha ideato e diretto il progetto “Per un mondo più accOrto” nel quasi decennale periodo di insegnamento alla scuola secondaria di primo grado Angelo Venturelli di Gussago (Bs). Ha pensato dunque che fosse giusto condividere un’esperienza pluriennale con quanti, tra insegnanti ed educatori, desideravano avvicinarsi al giardinaggio scolastico e proporlo ai loro allievi, dalla scuola dell’infanzia fino alla conclusione del primo ciclo di istruzione. Quando si decide di cominciare un orto – giardino l’entusiasmo è sempre molto alto ma i problemi cominciano subito dopo: dubbi, incertezze sul cosa fare, e come, si insinuano nel principiante e spesso portano alla conclusione in tempi brevi dell’esperienza. Esistono, peraltro, molte pubblicazioni sull’orticoltura ed il giardinaggio che sono, a mio vedere, troppo tecniche o pensate per i bambini. Un insegnante, però, deve poter disporre di risorse spendibili in un contesto didattico, dal momento in cui si decide di proporre l’esperienza e di svilupparla nel concreto dell’azione scolastica quotidiana. L’idea alla base del volume è che con il giardinaggio scolastico si possano consolidare una serie di obiettivi educativi, competenze fondamentali e trasversali; il tutto è possibile facendo leva sul motore fondamentale dell’apprendere: la meraviglia, ossia, il senso di stupore suscitato dall’esperienza e comprensione delle cose. Questo volume propone esperienze legata alla realizzazione di un orto – giardino scolastico perché se è vero che oggi l’accento si pone, spesso, sull’orto, visto anche un ritorno alla terra e all’attenzione per una corretta alimentazione, anche il giardino con i suoi fiori ed i profumi ha una fondamentale valenza didattica.
Il testo è suddiviso in unità che vanno ad illustrare, nell’ordine le finalità didattiche, una serie di consigli per proporre a dirigenti e colleghi il laboratorio vero e proprio, modalità di svolgimento con i ragazzi, tutti spunti nati dall’esperienza sul campo (ad esempio quanti allievi per ogni laboratorio, quanti attrezzi comprare, cosa fare in estate quando la scuola chiude, il nonno ortolano in che termini è utile), ed infine la storia del giardinaggio scolastico.
Si scoprirà così, ad esempio, che l’idea del giardinaggio scolastico è nata prima dell’Emile di Rousseau e risale, perlomeno, a Comenio in piena Rivoluzione Scientifica. Da allora l’orto scolastico ha vissuto storie parallele a quelle della pedagogia. L’Ottocento romantico e positivista segnerà l’affermarsi degli orti scolastici, grazie a personalità come Pestalozzi, Fröbel e Lucy Latter. La prima metà del Novecento vedrà il consolidarsi ed il rinnovarsi di questa tendenza, che è fondamentale nel pensiero di grandi educatori come Maria Montessori, Steiner, le sorelle Agazzi e figure più recenti come Gianfranco Zavalloni, Nadia Nicoletti e Pia Pera. Finalità ed obiettivi didattici, in linea con le indicazioni nazionali per il nuovo curricolo, sono poi analizzati in rapporto all’attività del giardinaggio scolastico: maggior senso di autostima, imparare facendo, inclusività sono le parole chiave del percorso proposto. Vengono suggerite anche alcune modalità per la conduzione del laboratorio vero e proprio, all’insegna del binomio metodo e libertà. Il testo presenta anche consigli per coltivare in modo soddisfacente il proprio orto – giardino, tanto a piena terra quanto in vaso, seguendo il lettore dall’ideazione dello spazio da destinare a coltura, fino alle fasi fondamentali della coltivazione quali la semina, il trapianto e la cura delle piante. Vengono infine proposte schede con ortaggi, fiori ed aromatiche che danno buoni risultati in ambito scolastico. Sono presentate schede per la coltura di ortaggi “esotici”, che muovono curiosità come le arachidi o la tetragonia. La speranza è che ogni educatore possa trovare, leggendo queste pagine, la propria via al giardinaggio e con essa ad un modo appassionato e consapevole di fare scuola: è anche per questo che nel titolo si parla di Giardini al plurale, oltre che per un omaggio alla figure di Pestalozzi e Fröbel, pionieri della pedagogia e del giardinaggio scolastico.

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