copertina_sulzano_MediumIl volume, inserito nella collana Terre Bresciane, contiene un saggio sull’arte a Sulzano a cura di Giuseppe Fusari. Il testo racconta la storia del paese posto sulla costiera bresciana del lago d’Iseo. Come buona parte dei borghi vicini, Sulzano è lo sviluppo a lago tra Quattro e Cinquecento di una comunità posta a mezza costa, lungo la cosiddetta via Valeriana. Sulzano, nello specifico, nasce come una propaggine di Martignago che, ora frazione, fino al Cinquecento era comune capoluogo. Grazie alla presenza dei monaci benedettini e alle loro opere di bonifica, Sulzano diventa un fiorente centro lacustre che commercializza calce e grano macinato prodotto nelle sue calchere e nei suoi mulini. Nel passaggio tra dominio veneto e napoleonico, Sulzano è capo fila, con altre comunità, di una diffusa resistenza ai francesi. Con la fine dell’Ottocento Sulzano viene animato dallo sviluppo del turismo che caratterizza tutto il Sebino. In particolare a Sulzano questo fenomeno viene caratterizzato dall’edificazione di numerose ville signorili di famiglie bresciane, cremonesi e piacentine, dimore dallo stile che arieggia al liberty. Durante la Seconda guerra mondiale ospitò un reparto di ausiliarie della X Mas. Diversi personaggi hanno onorato la storia di Sulzano. Nel Cinquecento nel conventino di san Mauro e nel soprastante santuario di Santa Maria del Giogo, dipendenti dal monastero di Sant’Eufemia a Brescia, visse Teofilo Folengo, monaco benedettino e celebre scrittore in latino maccheronico. Nativi del paese erano invece padre Angelo Possenti, autore nel Seicento di diverse opere religiose e don Ambrogio Scaramuzza, abate benedettino nel Cinquecento a Brescia e a Napoli, da dove riportò il culto di santa Filomena, ricordata in una santella del paese. Per venire ad anni più recenti due sono i personaggi da ricordare. Don Guido Maurilio Turla, cappellano alpino molto amato dalle penne nere ed autore di Sette rubli per il cappellano, memorie più volte ristampate della sua prigionia nei gulag russi dopo la ritirata nella steppa durante la Seconda guerra mondiale. Tedesco ma sulzanese d’adozione fu invece Walther Leopold che in paese si costruì una casa dalle linee semplici ma ispirata ai più moderni stili europei del momento. Leopold fu tra i primi a studiare l’architettura romanico – gotica nella Sicilia di inizio secolo, con un’opera fondamentale quale Architettura nel Medioevo in Sicilia, a Castrogiovanni, Piazza Armerina, Nicosia e Randazzo. Altro abitante della comunità dei villeggianti fu Riccardo Monti, scultore cremonese, autore di molte opere nel cimitero monumentale di Cremona e primo rettore dell’università di belle arti nelle Filippine. Nel saggio di Giuseppe Fusari viene messo in luce con pertinenza ed accuratezza il ricco patrimonio artistico religioso del paese, in cui spicca la statua di sant’Antonio nella parrocchiale di San Giorgio, opera della famiglia Fantoni di Rovetta. Di questi ultimi è pubblicato in appendice al volume la corrispondenza con il parroco del paese.

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