piazza_loggia_MediumQuesto volume, scritto da Vittorio Nichilo e curato da Francesca Bossini, è stato promosso dal Collegio Geometri ed edito dalla Compagnia della Stampa. Il testo è stato presentato il 18 dicembre 2013 nel prestigioso salone dei Giudici, all’interno di palazzo Loggia, in una tavola rotonda condotta dal giornalista Gianfranco Bertoli, alla presenza del presidente del collegio Giovanni Platto con l’assessore all’urbanistica Michela Tiboni. Nichilo nel testo ripercorre brevemente le vicende della celebre piazza bresciana che ospita nella Loggia appunto la sede del comune. Brevemente perchè l’edificio, ovviamente, è stato oggetto di molteplici studi nel corso dei secoli. A differenziare questo volume il taglio: una narrazione non degli edifici che affacciano sulla piazza ma sulla sua duplice funzione politica e mercantile, fin dalla sua fondazione ad inizio Quattrocento, nell’ambito di una rinnovata sensibilità rinascimentale per l’urbanizzazione. Si sono ripecorse così le vicende della piazza attraverso persone, personaggi ed eventi che l’hanno vista protagonista. Feste, condanne capitali, roghi di streghe e memorie di viaggiatori celebri, con aneddoti quali il rogo della strega Benvenuda Pincinella, la prigionia di don Vincenzo Rosa nelle carceri della Loggia, il passaggio degli scrittori Goncourt, Henry James, Jean Jono o di quel John Ruskin tra i maggiori teorici di archietettura ed arte. Questa piazza, dunque, come sottolineato da Vittorio Nichilo, è stata come l’alambicco in cui molto di quello che chiamiamo Brescia si è distillato in cinque secoli di storia.  Chiave di volta del volume il concetto di “materia urbana indecomponbile”, teorizzato dalll’architetto Juan Carlos dall’Asta Gutierrez, Ciò  che rende unici città ed edifici storici è infatti l’idea che uno spazio architettonico sia tale nella misura in cui esprima una linfa simbolica che permei di sè la storia di quel luogo: se no, un palazzo è solo un insieme di pietre. Brescia. ad esempio, ha visto maturare e consolidarsi proprio qui valori come la passione per la democrazia e la libertà con, secondo l’autore, eventi ben precisi: la rivoluzione filofrancese del 1797, le Dieci giornate del 1849, il periodo della Resistenza e la Strage del 28 maggio 1974. Tante le novità che su questa piazza si sono affacciate: qui il primo Caffè e  la prima illuminazione elettrica. Tanti i simboli presenti nei secoli, alcuni scomparsi, altri presenti, altri ancora tornati come la colonna di San Marco, la statua della Bella Italia e la Lodoega della Loggia oltre ai Macc de le ure, i due automi che con i loro rintocchi scandiscono le ore sulla torren dell’orologio.

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